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Istanze alla PA: l’invio PEC sostituisce la firma digitale

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Nell’annullare un provvedimento con il quale la Pubblica Amministrazione aveva dichiarato l’improcedibilità di un’istanza che, sebbene trasmessa via PEC, non era stata sottoscritta con firma digitale dall’autore, il TAR Campania, Napoli, Sezione Terza con sentenza 10 marzo 2015 n. 1450 ha stabilito diversi principi di utilità pratica.

Con la predetta sentenza, il Giudice Amministrativo campano ha ritenuto che la trasmissione di una domanda e della relativa documentazione alla Pubblica Amministrazione mediante posta elettronica certificata sia idonea a sostituire – a tutti gli effetti – la sottoscrizione della domanda mediante firma elettronica. E ciò in forza dell’articolo 65, comma 1, lett. c-bis) del D.lgs. n. 82/2005, rubricato  “Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica”; e dell’articolo 61 del D.P.C.M. 22 febbraio 2013, recante “Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali”.

Si ricorda brevemente che il citato articolo 65 comma 1, lett. c-bis) del D.lgs. n. 82/2005 stabilisce che le istanze e le dichiarazioni presentate per via telematica alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici ai sensi dell’articolo 38, commi 1 e 3, del D.P.R. n. 445/2000 sono valide “[…]se trasmesse dall’autore mediante la propria casella di posta elettronica certificata purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare, anche per via telematica secondo modalità definite con regole tecniche adottate ai sensi dell’articolo 71, e ciò sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato”.

A sua volta, l’articolo 61 del D.P.C.M. 22 febbraio 2013 stabilisce che: “l’invio tramite posta elettronica certificata di cui all’art. 65, comma 1, lettera c-bis) del Codice, effettuato richiedendo la ricevuta completa di cui all’art. 1, comma 1, lettera i) del decreto 2 novembre 2005 […] sostituisce, nei confronti della pubblica amministrazione, la firma elettronica”.

Nel caso di specie, il Giudice Amministrativo – pur rilevando che  il quadro normativo vigente distingue lo strumento di comunicazione costituito dalla posta certificata dall’impiego della firma digitale – ha evidenziato che l’ordinamento contempla, a determinate condizioni, la coincidenza e la sovrapposizione di ambedue gli strumenti al fine di collegare un documento al soggetto che lo ha inviato mediante posta elettronica certificata.

Tant’è che è stato stabilito che “se il gestore del sistema di posta certificata, una volta che il titolare della casella invia mediante essa un documento informatico, attesta che la trasmissione del documento è correttamente avvenuta, ciò sostituisce a tutti gli effetti la firma elettronica del documento inviato”.

Qui di seguito il testo integrale della sentenza, disponibile per il download  per gli utenti registrati.